Prova a chiamarmi...

liberamente tratto dal film "Denise calls up" di Hal Salwen ("Hello Denise", USA 1995)

Adattamento e regia di Pino Quartullo

con
Pino Quartullo - Karin Proia - Elisabetta Rocchetti - Fabio Troiano
Claudine Campoli - Enrico Ciotti
e Giorgia Flora - Margherita Massicci - Paolo Orlandelli

 


ORGANIZZAZIONE TOMASO THELLUNG
(THE INTERNATIONAL THEATRE)

DISEGNO LUCI LUCA MIGLIACCIO
FONICO FABRIZIO RENZANI
SCENOGRAFIA FABIANA DI MARCO
COSTUMI SILVIA MORUCCI
MUSICHE ORIGINALI OMINOSTANCO
ARRANGIAMENTI E CREAZIONE BASI
MARCO GUIDOLOTTI
EFFETTI SONORI SABRINA QUARTULLO
DIRETTORE TECNICO MARIO DI GREGORIO
REGISTA COLLABORATORE
PAOLO ORLANDELLI
AIUTO REGISTA ANDREA PAOLOTTI
ASSISTENTE ALLA REGIA LUCA MORI
ATTREZZISTA ARTURO VERSACI
SERVICE
FOTO MANIFESTO MARINETTA SAGLIO
FOTO DI SCENA PINO LE PERA
GRAFICA KM STUDIO
UFFICIO STAMPA MARZIA SPANU


PRODUZIONE
LA CITTA' DEGLI ARTISTI
ABITI
FABIO D.
ONLY HEARTS
EGON VON FURSTENBERG

CALZATURE
VIC MATIE

TELEFONIA
COLLI TELECOMUNICAZIONI

Sei persone, grazie al telefono e tecnologie similari, hanno smesso di uscire di casa, possono "comunicare" con tutti senza vedersi con nessuno e fare ogni cosa attraverso il telefono: lavoro, amore, spesa, figli, funerali, cene, sesso, etc.
La "mancanza di tempo" è sempre più un problema per tutti, ed è evidente che il miglioramento dei mezzi di comunicazione sia direttamente proporzionale alla degenerazione della nostra capacità di comunicare.
Una ragazza all'ottavo mese di gravidanza, (ottenuta con fecondazione artificiale), vaga per la città, alla ricerca telefonica del padre del bambino che le sta per nascere; il padre "workaholic" (alcolizzato da lavoro) non ha tempo di vederla; due reduci da un corso di autostima cercano di innamorarsi reciprocamente, costruendo un menage telefonico; una depressa cronica organizza feste a cui nessuno va; una donna morbosa e profittatrice si insedia nella casa dell'amica scomparsa; un fotografo d'arte in autoanalisi smette di fotografare zucche e legni e fotografa solo se stesso; una p. r. si prodiga interamente per gli altri, ma un incidente le fa penetrare un telefono nella testa. Tutti i protagonisti si stanno inabissando nelle loro abitazioni, senza rendersene conto, senza riuscire a vedere neanche se stessi..
"Prova a chiamarmi" è una commedia dai ritmi vertiginosi, ottenuta esibendo patologie comuni, sempre più diffuse, che ci divertono quanto più ci riguardano.

Lo spettacolo, tratto da un cult-movie multipremiato, di grande vocazione teatrale, è il ritratto di gruppo esilarante ed inquietante, accompagnato da imprevedibili momenti musicali, con tutti i personaggi sempre in scena ed in "comunicazione" tra loro. Un concerto a nove voci per un delirio in cui possiamo riconoscerci ogni giorno di più.

Nel cast, oltre Pino Quartullo, giovani attori già affermati in teatro e protagonisti di numerosi film del nuovo cinema italiano: Karin Proia ("La vita che verrà" di Pasquale Pozzessere, "I Crociati" di Dominique Othenine Girard, "Laguna" di Dennis Barry, con Mantegna, Castellitto, Segnier), Elisabetta Rocchetti (protagonista del film "L'imbalsamatore" di Matteo Garrone e del film "L'amore è eterno finchè dura" di Carlo Verdone), Fabio Troiano (protagonista del film "Dopo Mezzanotte" di Davide Ferrario), Enrico Ciotti (protagonista di "Ora e per sempre" di Vincenzo Verdecchi, film sul grande Torino, "Vicino al fiume" di Carlo Marcucci), Claudine Campoli ("Stregata dalla luna", per la regia di Gigi Proietti).

Pino Quartullo è il barbone Federico (seminterrato a San Lorenzo), Karin Proia è Martina l'imprevedibile regina della chat (monolocale a San Giovanni), Elisabetta Rocchetti è Cristina l'incauta autofecondatrice (vaga nel centro storico - zoo), Fabio Troiano è Leonardo l'alcolizzato da lavoro (flat a Parco de' Medici), Enrico Ciotti è Andrea il fotografo d'arte in crisi (grattacielo EUR), Claudine Campoli è Mariavittoria la prodiga p.r. (attico ai Parioli), Giorgia Flora è la depressa Mariarita (primo piano a Labaro), Margherita Massicci è la sadica cugina di Mariavittoria (si insedia nell'appartamento di Mariavittoria ai Parioli).