partner italiano

con il supporto della commissione europea EACEA - Programma Grundvig

Dublino 14/17 aprile 2013

Pace Project Italy

 
 

Resoconto della partecipante Bianca Nappi

Dublino, città di musicisti, poeti, artisti e rockers... Dublino, città in cui ho vissuto i miei diciotto anni con grande allegria... E ora città in cui ci siamo incontrati per uno scambio culturale sul nostro progetto teatrale.
L'impatto con i vari gruppi è stato molto divertente, poiché era tanta la voglia di conoscersi, approfondire alcuni aspetti del lavoro degli altri e di capirci qualcosa in più su questo tema enorme che è La Crisi. Ciò che mi ha maggiormente colpito è stata l'omogeneità sostanziale fra gruppi di diverse nazionalità; sono passati alcuni anni ormai dalla creazione dell'Unione europea e questo si sente... Prima essere francesi, portoghesi, italiani significava portarsi dietro tutta una serie di peculiarità, vizi e virtù che in qualche modo l'Europa unita ha abbattuto. Per cui la mia prima impressione è stata di assoluta parità e vicinanza, sia a livello culturale che pratico.
Dopo la prima cena di gruppo e una bellissima serata trascorsa ad ascoltare musica celtica, si è passati al workshop vero e proprio.
Due giorni in cui, partendo dall'esperienza raccontata da un ospite, ci si poneva domande sul teatro, sulla sua finalità ecc.
Il primo giorno abbiamo ascoltato il percorso umano e artistico di Veronika, una performer che ha fatto di alcune sue scelte di vita una "missione" artistica; non è stato chiaro in che modo lei trasportasse la sua vicenda privata sulla scena, e forse proprio per questo si è subito acceso il dibattito su cosa è arte e cosa non lo è. Per quanto mi riguarda, credo che spesso si corra il rischio di confondere per "artistico" qualcosa che invece è solo narcisismo o voglia di esserci a tutti i costi; e su questo bisogna stare attenti.
Il secondo giorno invece abbiamo ascoltato l'esperienza artistica di Dylan, un musicista/attore che è riuscito a creare uno show attingendo dal suo passato di persona in cura psichiatrica; questa testimonianza mi ha molto stimolata, perché era un esempio reale, a mio avviso, di come del materiale umano forte e doloroso possa essere trasformato in un'esperienza artistica. Ma affinché ciò avvenga, ci deve essere un processo, una forma e senza dubbio del talento. La giornata poi è proseguita con dibattiti, molte domande a cui ognuno cercava di rispondere il più coerentemente possibile e poi via, questi giorni meravigliosi sono già finiti.
Un po' di nostalgia e tanta energia per il bello scambio che c'è stato e ancora più consapevolezza di come il futuro è sempre più europeo. La crisi di cui parliamo la sentono tutti, non è immaginaria, è prima di tutto personale e poi economica, e soprattutto genera gli stessi pensieri e le stesse paure.
Una risposta ovvia non c'è, ma c'è la voglia di investigare e creare. Non vedo l'ora di proseguire e capire cosa ne sarà di noi in questo progetto così stimolante. Grazie Tommi.