partner italiano

con il supporto della commissione europea EACEA - Programma Grundvig

Riddarhyttan 2>4 giugno 2014

Pace Project Italy

 
 

Resoconto del partecipante Alfredo Angelici

Ultimo appuntamento del progetto PACE. I 7 paesi partner del progetto si incontrano nuovamente. Questa volta in Svezia, in un gran bella riserva culturale e naturale, immersa nella campagna nei dintorni di Riddarytthan (se scrive accusii..?). Il Teathermaskinen.
Abbiamo analizzato con l' "InternationalTheatre" di Roma il significato della parola Crisi, siamo partiti da quella tanto strillata dai giornali, quella Economica con la "e" maiuscola. Quella del 2008. E subito la parola crisi si è mostrata nella sua complessità. E' divenuta crisi di valori, crisi di identità, di appartenenza. L'economia ed il capitalismo sono solo un modo per leggere la realtà. Sotto questo primo strato, si cela una verita fatta di bisogni primari che non sono soddisfatti. La sete di cultura ed il diritto alla creatività, sono due di questi bisogni, sempre più incivilmente negati. 
Quindi, ci siamo incontrati ed abbiamo tirato le somme dell'esperienza fatta in due anni e più, insieme, e nelle nostre "comunità locali" come le chiama la Ue. "Quale è il telefono dell' Unione europea"? Si chiese una volta un esimio signore. Effettivamente viene da chiederselo. L'Europa è fatte da persone normali, diverse, ognuna diversa dall'altra, con una propria identità che a fatica è disposta a mettere in gioco per creare un'identità comune. Non si può capire una cultura se non la si conosce. Viviamo in una società liquida, dove tutto è di tutti e tutto è fruibile, raggiungibile. Ma difendiamo la nostra Cultura e la nostra provenienza. E se la "difendiamo" significa che la sentiamo sotto attacco. Allora la domanda diventa: è in atto un attacco alla cultura? E' voluto?  Si riflette sul fatto che in tempo di Crisi ci hanno insegnato a fare dei tagli, per la paura del futuro. E noi tagliamo quello che ci hanno insegnato essere superfluo, e poi via via su, nella piramide delle necessità. Quindi sta a noi collocare la posizione della "Cultura" nella piramide delle necessità...e provare ad immaginarla come una medicina per curare la "Crisi". Forse.
Tutto questo nella splendida cornice, n'è vero, dei boschi svedesi, tra laghi e canoe, tra saune incendiate e camminate nella non-luce della notte, un crepuscolo continuo e melanconico che affascina e spaventa. Spettacoli e concerti, dibattiti e scambi continui sono riusciti a far nascere una comunità, nel senso stretto della parola, un network si dovrebbe dire oggi...ma solo se volessimo davvero usare i termini dell'economia.