partner italiano

con il supporto della commissione europea EACEA - Programma Grundvig

Parigi 24-25 giugno 2014

Pace Project Italy

 
 

Resoconto dello Staff Leader Tomaso Thellung

Tra il mese di maggio e giugno abbiamo concluso il nostro progetto PACE con I tre ultimo incontri, a Roma, a Riddarhittan in Svezia e ora qui a Parigi per le conclusioni. Come ogni volta quando ci si rivede, l’atmosfera è sempre quella di come se ci si fosse incontrati il giorno prima. V’è un bell’affiatamento tra tutti quanti. Questa volta si aggiunge forse anche un altro forte sentimento: la nostalgia. In fondo siamo alla conclusione di un progetto a cui abbiamo tutti lavorato e condiviso per due anni. E’ anche vero che siamo tutti convinti che non sarà certo l’unico e ultimo ma il primo di una serie di nuove progettualità, inserendo nel gruppo anche nuovi paesi partner forse.
Quel che ci ha lasciato questo progetto abbiamo cercato di descriverlo attraverso le relazioni dei partecipanti ma anche, e soprattutto forse, attraverso la produzione dello spettacolo teatrale “Esposti a tutto” che ripercorre quella che, secondo noi, è stata la storia della Crisi economica che oggi viviamo. Abbiamo passato tanti mesi insieme anche con il nostro gruppo italiano e questo ha già portato alla nascita di nuove progettualità in ambito nazionale e non solo.
Nel corso degli incontri all’estero abbiamo anche avuto modo di incontrare persone rappresentanti altre strutture artistiche di altri paesi (Spagna, Inghilterra, Islanda…) e questi contatti hanno portato a nuovi rapporti di scambio. Per quanto riguarda me, sono stato invitato in Spagna per curare la messa in scena (in spagnolo e con attori spagnoli) del nostro spettacolo. Uno dei nostri attori ha tenuto un workshop in Spagna sull’utilizzo e movimento del corpo. Un altro attore in Svezia sulle maschere…insomma la disseminazione del lavoro è già cominciata ed andrà avanti ancora.
La mia personale esperienza è stata grande. Ho girato l’Europa e ho capito che siamo tutti ancora molto diversi anche se stiamo tutti sotto lo stesso ombrello. Ma la cosa bella è che riusciamo tutti a parlare una lingua comune (inglese) e abbiamo tutti lo stesso entusiasmo per il nostro lavoro e la voglia di conoscere e approfondire, “rubando” le esperienze altrui nel tentativo di portare un più alto livello di professionalità al nostro lavoro.
Spero ci saranno prestissimo nuovi progetti a cui partecipare come partner, e, perché no, come leader.

Grazie ai miei amici che hanno condiviso con me questo viaggio, grazie alla UE.