Festa de' Noantri 2004

 

18 luglio 2004, ore 21.30 - Via Anicia (Trastevere)

"Caleidoscopio romano" di Gianni Clementi

CALEIDOSCOPIO ROMANO racchiude tre pezzi di teatro, assolutamente diversi fra loro, ma centrati su Roma e sul suo popolo. Dove alla parola popolo si deve attribuire l'accezione più ampia del termine. E' un popolo particolare infatti quello che vive in questo succinto ma significativo collage: una Colomba, un delfino rosa, una prostituta, un padre. Un popolo che somiglia forse a un novello Bestiario, ma comunque in grado di restituire sonorità ed emozioni proprie della lingua romana e dei suoi legittimi padroni. Roma, città multietnica, sempre in bilico fra cinismo e generosità, fra disincanto e commozione. La commozione che un padre prova ogni volta davanti il segnale stradale contro il quale suo figlio ha terminato la sua giovane esistenza, il cinismo di una navigata prostituta davanti alle ingenue profferte d'amore di un delfino rosa peruviano, l'amara constatazione d'impotenza per l'immacolata Colomba della pace di fronte a una missione impossibile.
E questi temi, stemperati dall'uso di una lingua romana moderna e poetica, sono spunto continuo per momenti di tenerezza, emozione, comicità.

Con Alessandra Costanzo, Paola Giannetti, Marco Guadagno, Massimo Wertmuller - Musiche originali di Pino Cangialosi eseguite dal vivo con Fabio Battistelli.

 

19 luglio 2004, ore 21.30 - Ponte Cestio/Calata degli Anguillara (Ponte Garibaldi)

"La vita dell'omo" serata dedicata alle poesie del Belli

Palco spoglio, essenziale; quattro attori, quattro leggii; un conduttore, a un lato del palco; dietro, due musicisti, un fagotto e un clarinetto. All'inizio, a luce spenta, Massimo Wertmuller legge il sonetto "La Verità", nel quale Belli afferma che la verità è come la cacarella: quando deve uscire, esce. Questa premessa è la base, comica ma anche serissima, del percorso successivo: attraverso i sonetti di Belli noi vogliamo (e dobbiamo) dire la verità su alcuni momenti e protagonisti della Roma ottocentesca, i quali però presentano caratteri e aspetti molto simili agli attuali: gli uomini e le donne, la città di Roma, il sesso e la politica, la religione e la vita quotidiana. In spazi ideali ma sempre concreti, rievocati dalle parole dei sonetti, nelle vie e nelle piazze della città tutte pienamente riconoscibili, avvengono gli incontri e gli scontri fra gli esseri umani, le riflessioni e le imprecazioni, i desideri e le truffe: i sonetti si incalzano l'uno con l'altro, collegati o da evidenti connessioni tematiche (il lavoro, il sesso, la politica, il cibo, ecc...) o da più sfumate ma altrettanto evidenti sintonie stilistiche, ad esempio con parole che si inseguono, rimbalzano, esplodono.
Lo spettacolo si struttura in vari momenti che si susseguono con le indicazioni preliminari del conduttore: il quale introduce gli spettatori ai sonetti, sottolineandone aspetti, momenti, particolari, mai con tono pedante e noioso, ma divulgativo e gradevole, informativo e coinvolgente, per preparare oppure per commentare (sempre sobriamente).
L'incontro sarà anche un confronto tra letture possibili dei sonetti, cercando al massimo di alternare stili e toni: dal comico al tragico, dal meditativo al licenzio, dal narrativo al lirico, dai linguaggi impazziti alla totale insignificanza, detti da giovani e da adulti, da bambini e da vecchi, da una donna, da un uomo, o da più voci: due maschi, due femmine, maschio e femmina. In questa ottica di letture con varie possibili interpretazioni si inseriscono anche gli originali commenti musicali del duo di fiati, che si collocano tra i vari "capitoli" e che non hanno il compito di "descrivere" i sonetti, ma di sottolinearli per sintonie, dissonanze, analogie, contrasti.

Con Gianni Bonagura e Paola Minaccioni. Musiche originali di Pino Cangialosi eseguite dal vivo con Fabio Battistelli.

 

21 luglio 2004, ore 21.30 - Via Anicia (Trastevere)

"Aria nova" di Pierpaolo Palladino

Lo spettacolo consiste nell'unione di due atti unici "Aria Nova" con Alessandra Costanzo e Maria Teresa Pintus e "Il Pellegrino" con l'interpretazione di Massimo Wertmuller.
Questi due testi seppur ambientati nei primi anni venti dell'ottocento, all'indomani quindi del congresso di Vienna, sono diversi nello stile.
Aria Nova è fortemente connotato dall'unità di luogo, tempo e azione ossia nell'arco reale della fine di un concerto che si svolge a Palazzo Torlonia. Nel bel mezzo di una festa che ospita i vincitori di Waterloo le sorelle Luciana e Ortensia sembrano divise su tutto ciò che capita a loro. L'una razionale e calcolatrice, l'altra romantica e passionale, sono legatissime per necessità e amore fino alla decisione lacerante che dovranno affrontare entrambe.
Il Pellegrino è un racconto teatrale che viola le tre unità precedenti e da via a numerosi personaggi uomini e donne tutti interpretati da Massimo Wertmuller. Siamo nel secolo scorso, nei primi anni venti a Roma. Ninetto, vetturino che presta servizio con la madre presso il Monsignor Caracciolo, napoletano, viene informato da questi che il nipote, il giovane Conte Enrico, milanese, è ricercato dalla polizia austriaca e verrà quindi a passare un po' di tempo a Roma in casa dello zio. A Ninetto viene raccomandato di stargli vicino, di servirlo e controllare i suoi contatti nella città, essendo il giovane di chiare idee carbonare e quindi inaffidabile.

Con Massimo Wertmuller, Maria Teresa Pintus, Alessandra Costanzo. Musiche originali di Pino Cangialosi eseguite dal vivo con Fabio Battistelli.