La Verità
Uomini e donne, religione e politica, sesso e amore
nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli

un percorso di
Marcello Teodonio

con
Massimo Wertmüller,
Gianni Bonagura, Paola Minaccioni, Maria Teresa Pintus

le musiche
Pino Cangialosi (fagotto), Fabio Battistelli (clarinetto)

la musica composta da
Pino Cangialosi

la guida
Marcello Teodonio

vedi foto

Palco spoglio, essenziale; quattro attori, quattro leggii; un conduttore, a un lato del palco; dietro, due musicisti, un fagotto e un clarinetto. All'inizio, a luce spenta, Massimo Wertmüller legge il sonetto La Verità, nel quale Belli afferma che la verità è come la cacarella: quando deve uscire, esce. Questa premessa è la base, comica ma anche serissima, del percorso successivo: attraverso i sonetti di Belli noi vogliamo (e dobbiamo) dire la verità su alcuni momenti e protagonisti della Roma ottocentesca, i quali però presentano caratteri e aspetti molto simili agli attuali: gli uomini, le donne, i rapporti tra gli uomini e le donne, la città di Roma, il sesso e la politica, la religione e la vita quotidiana. In spazi ideali ma sempre concreti, rievocati dalle parole dei sonetti, nelle vie e nelle piazze della città tutte pienamente riconoscibili, avvengono gli incontri e gli scontri fra gli esseri umani, le riflessioni e le imprecazioni, i desideri e le truffe: i sonetti si incalzano l'uno con l'altro, collegati o da evidenti connessioni tematiche (il lavoro; il sesso; la politica; il cibo; ecc.), o da più sfumate ma altrettanto evidenti sintonie stilistiche, ad esempio con parole che si inseguono, rimbalzano, esplodono.
Lo spettacolo si struttura in vari momenti che si susseguono con le indicazioni preliminari del conduttore: il quale introduce gli spettatori ai sonetti, sottolineandone aspetti, momenti, particolari, mai con tono pedante e noioso, ma divulgativo e gradevole, informativo e coinvolgente, per preparare oppure per commentare (sempre sobriamente).
L'incontro sarà anche un confronto tra letture possibili dei sonetti, cercando al massimo di alternare stili e toni: dal comico al tragico, dal meditativo al licenzioso, dal narrativo al lirico, dai linguaggi impazziti alla totale insignificanza, detti da giovani e da adulti, da bambini e da vecchi, da una donna, da un uomo, o da più voci: due maschi; due femmine; maschio e femmina. In questa ottica di letture con varie possibili interpretazioni si inseriscono anche gli originali commenti musicali del duo di fiati, che si collocano tra i vari "capitoli" e che non hanno il compito di "descrivere" i sonetti, ma di sottolinearli per sintonie, dissonanze, analogie, contrasti.